In arrivo le lettere di compliance sulle attività finanziarie e patrimoniali estere del 2016

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Con il provvedimento n. 247672/2019 l’Agenzia delle Entrate comunica le modalità di invio delle c.d. lettere di compliance, emesse ai sensi dei Common Reporting Standard, per ciò che riguarda l’adempimento spontaneo delle irregolarità dichiarative relative alla mancata presentazione od inesatta compilazione del Quadro RW per l’anno d’imposta 2016, unitamente ai redditi derivanti dalle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero per il medesimo anno.

In particolare, i dati di fonte estera oggetto di comunicazione sono:

-lo Stato estero cha ha trasmesso l’informazione;
-l’istituto finanziario presso cui è detenuto il conto;
-il numero identificativo del conto;
-l’eventuale entità non finanziaria passiva titolare del conto, di cui il contribuente risulti controllante;
-il saldo finale e la valuta del conto;
-gli importi dei pagamenti accreditati sul conto, a titolo di dividendi, interessi, proventi lordi o altro.

Ogni anno l’Agenzia delle Entrate, a seguito dell’analisi dei dati ricevuti da parte delle Amministrazioni fiscali estere nell’ambito dello scambio automatico di informazioni, individua una lista di contribuenti potenzialmente “a rischio controllo” con probabili anomalie dichiarative in riferimento agli asset finanziari e patrimoniali detenuti al di fuori dei confini nazionali.

A riguardo, le sanzioni previste in caso di accertamento diretto delle posizioni detenute all’estero da contribuenti residenti in Italia variano da un minimo del 3% ad un massimo del 15% (per asset detenuti in Paesi collaborativi) e da un minimo del 6% ad un massimo del 30% per asset detenuti in Paesi c.d. black list per i quali si applica anche il “raddoppio dei termini” di accertamento sugli imponibili non dichiarati o dichiarati parzialmente.

Le persone fisiche destinatarie della lettera di compliance hanno la possibilità di presentare una dichiarazione integrativa con ravvedimento operoso, beneficiando della riduzione delle sanzioni di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997.

A riguardo, lo Studio è disponibile ad effettuare un assessment delle singoli posizioni e a predisporre un programma di regolarizzazione degli anni pregressi in base alla situazione del singolo contribuente.

In alternativa, lo Studio affiancherà il contribuente nel fornire chiarimenti e idonea documentazione all’Agenzia delle Entrate, sia nel caso di inesattezze nelle informazioni pervenute dalle Amministrazioni estere sia qualora il contribuente abbia correttamente presentato la dichiarazione dei redditi in Italia.

Per qualsiasi ulteriore chiarimento contattateci.

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